Come si organizzano in Italia
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Perché i campi di volontariato? Perché internazionali?
Da un punto di vista pratico si potrebbe dire che i volontari che partecipano ad un campo offrono il proprio lavoro gratuitamente e spontaneamente in cambio del vitto e dell’alloggio, ma il rapporto che lega un volontario ad un progetto di volontariato e alla comunità locale che lo ospita è ben più importante e complesso del semplice scambio materiale “lavoro/ospitalità”.
La peculiarità dei campi internazionali sta infatti proprio nella loro dimensione sovranazionale, che coinvolge persone provenienti da paesi diversi e quindi portatrici di culture ed esperienze diverse.
Il campo di volontariato diventa quindi non solo uno strumento pratico per la realizzazione di qualcosa di utile a favore della comunità locale, ma diventa esso stesso uno strumento per la costruzione di ponti fra le culture, l’abbattimento di stereotipi, lo sviluppo della capacità collaborativa fra i volontari, la capacità della comunità locale di confrontarsi e di accogliere stili di vita diversi e diverse visioni del mondo.
Il campo è quindi già di per sé un momento ed uno strumento di costruzione di nuovi rapporti fra le persone e fra i popoli; è lo strumento per unire persone diverse, permettendo loro di usare il lavoro pratico per superare le differenze culturali e linguistiche: il lavoro da realizzare è quindi allo stesso tempo un obiettivo concreto e tangibile, ma anche uno strumento di crescita umana, culturale e sociale sia dei singoli volontari coinvolti che della comunità locale che li ospita.
Cosa serve, cosa fornisce InformaGiovani, cosa fanno i volontari
I campi organizzati dall'Associazione InformaGiovani:
- prevedono l’accoglienza di un gruppo di volontari provenienti da diversi paesi e dall’Italia. Il numero complessivo dei volontari, da concordare in funzione delle condizioni di alloggio e del lavoro da fare, varia di solito fra 4 e 20. Di questi, non più di 2-3 provengono di solito dallo stesso paese, al fine di garantire una dimensione internazionale ed interculturale del gruppo. L’età dei volontari è compresa fra i 16 e i 65 anni, salvo una indicazione diversa che l’ente ospitante deve comunicare PRIMA che il campo sia pubblicato e pubblicizzato;
- il numero di giorni, anche questo collegato alle necessità della comunità e/o del progetto locale, varia da un minimo di una settimana alle tre settimane. Al fine di garantire un minimo di tempo perché il gruppo possa stabilire rapporti e modalità omogenee e condivise, la durata di 10 giorni è di solito quella minima consigliata;
- la settimana lavorativa è di solito composta da 5 mezze giornate di lavoro (ciascuna di 5 ore circa), ma ovviamente vi è la massima flessibilità che tenga conto sia delle esigenze del progetto sia delle condizioni lavorative, sia del fatto che i volontari sono persone non specializzate.
L’associazione InformaGiovani offre la diffusione a livello internazionale dei progetti per il reperimento dei volontari e la copertura assicurativa. L’Associazione si occupa anche degli aspetti pratici e burocratici per il rilascio del visto di ingresso in Italia per tutti i volontari provenienti da paesi per cui tale formalità è richiesta.
A meno che questo non sia esplicitamente richiesto da parte dell’ente/associazione ospitante che ne ha uno o più disponibili, l’Associazione InformaGiovani mette a disposizione del progetto un proprio coordinatore.
Attualmente l’associazione ha accordi di collaborazione bilaterali con 147 organizzazioni di 55 paesi di tutti i continenti, per il reperimento dei volontari.
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